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Per la sua posizione sull’itinerario che attraverso il Monginevro collegava la pianura del Rodano con quella del Po, Oulx (1.127 metri di altitudine) fin dalla sua preistoria fu luogo d’incontro delle genti alpine e di scambio con le culture di passaggio. Di origini antiche, la storia e le tradizioni ricordano che all’epoca romana esisteva un tempio dedicato a Marte, per cui il paese si chiamò allora Ad Martis, punto di raccordo della strada che si dirigeva verso il Monginevro con quelle dirette verso la Valle di Bardonecchia e il Colle di Costapiana. Tra i reperti che testimoniano la presenza di un insediamento umano, vale la pena ricordarne uno rinvenuto nel territorio di Oulx ( Case Plan), ossia un singolare spillone di bronzo risalente alla Civiltà di Hallstatt (800 - 500 a.C.) e contenuto nel teschio d’uno scheletro chiuso in una tomba coperta di lastre di pietra; la qual cosa rimanda a rituali funebri alquanto macabri. Dai Galli scesi nel V secolo ad occupare le terre dei Celti, alle legioni di Cesare, dalle orde barbariche alle | |
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armate francesi, Oulx è stata zona di canalizzazione, stanza e percorso anche di eserciti. Infatti a seguito dell’occupazione romana, Oulx fu sede di una mansione, ossia un centro logistico e stazione di rifornimento atto a risolvere i problemi di sosta e di transito di mercanti e reparti militari. La comunità ulciense, la cui aspirazione era caratterizzata da una vita particolarmente austera e ritirata, ha lasciato molte vestigia di un passato ricco di testimonianze spirituali ed artistiche: del periodo medioevale sopravvive la Torre Saracena, torre merlata costruita probabilmente dopo il 1339 e ben visibile dalla centrale piazza Garambois. La storia e la fioritura di Oulx coincise con la creazione della Prevostura nata intorno al Mille. La Prevostura raggiunse ben presto una notevole potenza quando il vescovo di Torino Cuniberto donò alla nuova istituzione ben 41 chiese. Pertanto essa aveva giurisdizione su gran parte della Valle di Susa, sulle chiese dell’Alto Pinerolese e su molte altre chiese fin nelle lontane diocesi di Genova e di Savona, nonché nel Delfinato, in Savoia e nell’Alavernia. Ma solo nel 1494 quando l’esercito di Carlo VIII trovò alloggio presso gli abitanti dell’Éscarton, ad Oulx venne riconosciuto lo statuto di città, ed in quello stesso anno, a risarcimento dei danni subiti dalla popolazione a seguito di tale insediamento, il sovrano concesse alla comunità di Oulx di tenere annualmente una Fiera Franca, franca da imposte e con diritto di franchigia. La manifestazione è sopravvissuta sino ai nostri giorni e ha luogo la prima domenica d’ottobre. Nella seconda metà del secolo XVI il paese fu funestato dalle guerre di religione che videro come protagonista Jean Borel, Signore di Nevache, soprannominato Capitano La Cazette, nativo di Oulx, condottiero, governatore dei forti di Briançon e di Exilles, comandante delle truppe reali francesi nel Delfinato e nell’Alta Valle della Dora. Nel Palazzo Ambrosiani dove abitava, nella notte dal 14 al 15 giugno 159O, venticinque Valdesi del duca di Lesdiguières al comando del capitano Du Pont lo assalirono nella sua casa. Il Capitano La Cazette balzò dal letto, afferrò un’alabarda e si barricò in uno stanzino, dove, prima di soccombere, strenuamente si difese. Duecent’anni dopo, pare che il popolo continuasse a visitare la stanza (peraltro ancora macchiata di sangue) teatro della tragedia. Nel 1630 il territorio di Oulx fu funestato da un’epidemia di peste diffusa da una compagnia di soldati francesi; gli abitanti del borgo ricorsero a cordoni sanitari e a “profumeurs” ingaggiati per accendere nelle piazze dei falò alimentati con legno di ginepro e piante medicinali, e questo al fine di limitare i danni purificando l’aria. Un secolo dopo, nel 1728, fu la Dora a provocare una gravissima inondazione che, oltre a ridurre le borgate a stagni malsani, danneggiò seriamente anche gli edifici dell’abbadia. Ormai Oulx e il suo escarton, dopo secoli di appartenenza, dapprima al Delfinato e poi alla Francia (a seguito dei trattati di Utrecth del 1713, che assegnava ai Duchi di Savoia i territori dell’Alta Valle di Susa) erano entrati a far parte del Ducato di Savoia. Storico luogo di sosta delle armate francesi che scendevano dal Monginevro, Oulx ospitò personaggi potenti e famosi quali: Carlo VII, Luigi XIII, il Cardinale Richelieu e, nel 1706, il Duca di Orleans reduce dalla sconfitta di Torino. Sempre Oulx fu testimone delle nozze, celebrate peraltro con gran pompa, del Duca Vittorio Amedeo III con l’Infanta di Spagna Maria Antonia Ferdinanda. Il matrimonio, celebrato per procura a Madrid, venne ratificato il 31 maggio 1750 nella Prevostura di Oulx alla presenza del Cardinale delle Lanze. Cinquant’anni dopo ricominciarono le discese degli eserciti, che riconfermavano alla Valle di Susa la definizione di “canale di eserciti”. L’epoca napoleonica lasciò anch’essa profonde tracce nella vallata, per il passaggio degli armati, per le strade aperte e per il reclutamento di soldati che seguirono le Armate Napoleoniche in tutte le sue Campagne. |
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Tramontata l’epopea napoleonica, nel corso dell’800, Oulx e la sua valle seguiranno le sorti del Regno di Sardegna, ma l’evento epocale che poi muterà radicalmente economia ed abitudini locali, coincise con il traforo ferroviario del Fréjus avvenuto nel 1870. Nel corso del ‘900, dopo la grande stagione della ferrovia, sarà principalmente la motorizzazione individuale di massa a configurarsi, sia come vettore principale di partecipazione allo scambio economico-commerciale, sia come rilevante fattore di moltiplicazione e intensificazione del flusso turistico e comprensoriale dell’intera vallata. Nel corso dei secoli la popolazione di Oulx fu la seguente: 1.000 abitanti nel 1720, 1.443 nel 1848, 1.872 nel 1871, 1.792 nel 1901, 1.877 nel 1911, 1.472 nel 1921, 2.158 nel 1990. Oulx ancora oggi, nonostante il passare dei secoli, conserva la vecchia struttura tripartita che distingue la Vière dal Plan dalla zona dell’antica Prevostura. La prima si configura col paese alto, ossia il probabile nucleo originale, mentre la seconda è la parte in piano del paese, iniziante al fondo di via Des Ambrois; la terza, cresciuta intorno all’antica Prevostura (oggi Abadia), è la parte di Oulx che sta al di là del ponte Ange Gardien. |
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Dario Reteuna
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